accademia dei lincei

L’Accademia Dei Lincei E I Suoi Personaggi Illustri

Da dove deriva il nome “Accademia dei Lincei?”

Dal desiderio dei dotti che la fondarono di allungare uno sguardo che fosse eccezionalmente acuto come quello di lince, assurto a simbolo della compagnia.

Sguardo rivolto a cosa?

Alle scienze della natura, indagate con spirito sperimentale, libero dagli ossequi nei confronti della precedente tradizione aristotelico-tolemaica. È in entrambe queste cose che l’Accademia dei Lincei differisce dalle altre Accademie cinque-seicentesche: per la subordinazione della cultura letteraria rispetto a quella scientifica.

E per la confutazione di alcuni capisaldi della tradizione ancora in auge, per cui non sussistevano differenze fra mondo celeste e terrestre, ritenuti incorruttibile il primo, alterabile il secondo, come avevano dimostrato le osservazioni della superficie lunare, le stelle osservate al telescopio erano indicibilmente più numerose di quelle teorizzate da Aristotele, e ruotavano attorno al Sole e non già alla Terra.

Chi era questo gruppo di dotti?

Si tratta di Federico Cesi, Giovanni Heckius (italianizzato in “Ecchio”), Francesco Stelluti e Anastasio de Filiis, che denominarono la loro compagnia, appunto, Accademia dei Lincei.

I personaggi illustri dell’Accademia dei Lincei

Tra i personaggi illustri dell’Accademia dei Lincei, spicca indiscutibilmente il nome di Galileo Galilei, autore di uno studio sulle macchie solari, oltreché del famoso Saggiatore nel quale con bilancia squisita e giusta si ponderano le cose contenute nella Libra, trattato nato dalla disputa con Orazio Grassi sull’origine delle comete.

Il cui titolo deriva dalla bilancia di precisione con la quale gli orefici pesano l’oro, e nella quale Galilei si esprimeva rivendicando la superiorità delle osservazioni empiriche sulle argomentazioni non dimostrate.

E sebbene l’ipotesi di Galileo che le comete fossero delle apparenze dovute ai raggi solari fosse sbagliata, e corretta quella del Grassi che le riteneva corpi celesti, Galileo aveva ragione nel sostenere il suo nuovo metodo scientifico, basato sull’osservazione e la sperimentazione.

Tra gli altri personaggi illustri dell’Accademia dei Lincei il napoletano Giovambattista Della Porta: filosofo, scienziato e autore di commedie, è noto soprattutto per l’opera Magia naturalis, che inizia a scrivere a quindici anni, e che lo impegnerà per tutta la vita, e nella quale, tra scienza e magia.

Cerca di approfondire la conoscenza dei fenomeni naturali e tenta di dimostrare che alla base di fenomeni ritenuti misteriosi vi sono cause naturali, per i suoi studi dell’occhio umano che danno impulso tanto alla fotografia quanto alla conoscenza dell’oftalmologia, oltreché per la diatriba che lo contrappone proprio a Galileo circa la paternità dell’invenzione del cannocchiale.

Tra gli altri nomi celebri che hanno preso parte all’Accademia dei Lincei il tedesco Faber (Schmidt), cancelliere dell’Accademia, Francesco Stelluti, che scelse per sé l’appellativo “Tardigrado”.

Che ben rispecchia la sua indole di uomo e studioso tranquillo, prudente e versatile, e Cassiano dal Pozzo, medico, alchimista, letterato, archeologo e botanico, mecenate e grande collezionista, teorizza e promuove la “rivoluzione” artistica e filosofica del Barocco.

Tuttavia, finito il Seicento, l’Accademia attraversa un periodo di decadimento, cui tenta di opporsi nell’Ottocento l’abate Scarpellini, che fonderà l’Accademia fisico-matematica dei “Nuovi Lincei”: tuttavia bisognerà attendere Pio IX (1847) e più ancora Quintino Sella (1874) perché la gloriosa istituzione lincea torni a risplendere… per oscurarsi nuovamente durante la guerra e il Regime… e tornare a risorgere subito dopo su suggerimento di Benedetto Croce.

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